Two New Shows at the Lucca Center of Contemporary Art

By Brigid Brennan

The Lucca Center of Contemporary Art is now host to two very important shows: the first, named Unanswered Prayers, features photographic works by Italian artist Anna Paola Pizzocaro, and the second, entitled Paint?!, shows the canvases of Gianfranco Zappettini and other artists of the Analytical movement of painting that occurred during the 1970s.

 

Unanswered Prayers

The first show, Unanswered Prayers, is held in the Lu.C.C.A. Lounge on the ground floor and in the Underground on the lower level of the museum. The works on display are large-scale photographic prints of animals and human figures juxtaposed against the interior rooms of a house or the exterior city-scapes. A tide runs through them, creating a consistent theme and calling to mind the well-known story of the Great Flood. Arresting images of destruction and despair resonate with the title, as there seems to be no escape from this natural disaster. Some calm and placid, others more turbulent, each work expresses an urgency based on impending disaster.

Sea lions, flamingos, penguins, polar bears, lions and tigers can all be seen wafting through the rooms of an abandoned apartment, uninhabited, though still showing signs of being formerly luxurious. Chairs, picture frames, sculptures, mirrors and couches are some of the remnants left behind by the former owners. The floors seem to be creaky and the walls maintain a rustic appearance, lending to a mysterious atmosphere. Beginning as small lapping waves and turning into a deluge, the water progressively rises within the house until the rooms are completely submerged.

Moving into the downstairs section of the show, the Underground, the images shift into an urban setting. Here the figures are no longer bound to the earth’s gravitational pull, but hang suspended in the air, floating as though in disbelief of the situation. There is definite tension in Anna Paola Pizzocaro’s work: between the figures and their surroundings, and also between reality and virtuality. Her works subtly combine real photographic images with great technical skill. Subjects not ordinarily seen together are now existing in a new world; a made-up reality that plays with the imagination. These images of beautiful destruction will be on display from March 31 through May 13.

 

Paint?! Gianfranco Zappettini and the European Analytic Abstraction

Paint?! Gianfranco Zappettini and the European Analytic Abstraction, the main exposition in this museum, which was formerly a palazzo, takes place on the first and second floors. It features the works of Gianfranco Zappettini, an analytical painter who developed his ideas and working methods in the 1970s, concurrently with other painters around Europe and America. These artists, many of whose works also appear on the walls of the Lu.C.C.A. on the second floor, were developing similar styles around the same period of time, though in diverse locations. From Holland, Germany, Belgium, France and Italy, these artists aimed to simplify painting. Rather than viewing the canvas as a picture plane, these artists began to focus on the piece of art as an object in and of itself.

Zappettini, in particular, actualized his ideas by focusing on process and materials. He is very methodical, choosing in advance all of the painting’s parameters: size, color, materials, tools and even how many layers to add. Additionally, he does not use typical artist’s materials, instead opting for objects usually utilized in the building industry: wallnet, plaster, resin and quartz powder all go into his works. It was Gianfranco who introduced the famed “white painting” to the group of Analytical painters, and also contributed theoretical writings to this movement.

At first glance, the works themselves are very clean and simple. Understanding the method and ideas behind the works, however, adds another layer to the viewing process. For Zappettini, color, and even the materials, hold symbolic value. The vertical threads used in his paintings, often the only real “subject” on the surface, represent an indefinite state of being, while the horizontal threads represent variability. Color, too, is charged with meaning, therefore the artist uses it sparingly and with intention.

Arriving at his current mode of working through travel and a search for spirituality, Zappettini continues to transform the traditional meaning of “painting” by analyzing it from various and diverse approaches. He has said “My aim was to make detached and impersonal art, without emotional involvement, but with a highly personal, spiritual projection. After all, why ever shouldn’t that which turned out to be right also be beautiful?”

These works of analytical simplicity are displayed alongside the works of fifteen other Analytical artists working in similar styles: Enzo Cacciola, Paolo Cotani, Noël Dolla, Ulrich Erben, Winfred Gaul, Raimund Girke, Giorgio Griffa, Riccardo Guarneri, Carmengloria Morales, Claudio Olivieri, Pino Pinelli, Rudi va de Wint, Claudio Verna, Claude Viallat and Jerry Zeniuk. The show “Paint?!” was dually curated by Maurizio Vanni and Alberto Rigoni, and will run through May 27, two weeks longer than the photography exhibit in the Lu.C.C.A. Lounge and Underground.

 

Due nuove mostre al Centro per l’ arte contemporanea di Lucca: Preghiere senza risposta e Dipingi?! Gianfranco Zappettini e l’astrazione analitica europea

 Il Centro per l’arte contemporanea di Lucca ospita adesso due importanti mostre: la prima, chiamata Preghiere senza risposta, presenta alcune caratteristiche opere fotografiche di un’artista italiana, Anna Paola Pizzocaro, mentre la seconda, intitolata Dipingi?!, espone tele di Gianfranco Zappettini e di altri artisti del movimento pittorico analitico che si svolse negli anni ’70 del Novecento.

Preghiere senza risposta

La prima mostra, Preghiere senza risposta, si tiene presso il Lu.C.C.A. Lounge al piano terra e nell’Underground al piano inferiore del Museo. Le opere in mostra sono stampe fotografiche in larga scala  di animali e figure umane sovrapposte agli ambienti delle stanze di una casa o di paesaggi cittadini. Una corrente scorre tra di loro, creando un tema originale e richiamando alla mente la ben nota storia del Diluvio Universale. Interessanti immagini di distruzione e disperazione, come se non ci fosse via di scampo da questo disastro naturale, richiamano il titolo della mostra. Alcune calme e tranquille, altre più turbolente, tutte le opere esprimono una necessità urgente dovuta a un incombente disastro.

Leoni marini, fenicotteri, pinguini, orsi polari, leoni, tigri vagano all’interno delle stanze di un appartamento abbandonato, disabitato, sebbene mostri ancora i segni del lusso precedentemente esistito. Sedie, frammenti di immagini, specchi e divani sono alcuni dei resti lasciati dai precedenti proprietari. I pavimenti sembrano essere cigolanti e le pareti mantengono un aspetto rustico, conferendo un’atmosfera misteriosa.

Partendo da piccole onde che poi si trasformano in diluvio l’acqua sale progressivamente all’interno della casa, finché le stanze sono completamente sommerse.

Continuando nella parte della mostra situata al piano inferiore, l’ Underground, le immagini cambiano contesto. Qui le figure non sono più tenute a terra dalla forza di gravità terrestre, ma sono sospese in aria come se fossero incredule per quella situazione. C’è una tensione definita nelle opere di Anna Paola Pizzoccaro: tra le figure e l’ambiente circostante e anche tra realtà e virtualità. Le sue opere combinano finemente immagini reali e fotografiche con grande abilità tecnica. Soggetti che normalmente non si vedono insieme ora esistono in un nuovo mondo; una realtà reinventata che gioca con l’ immaginazione. Queste immagini di bellissima distruzione saranno in mostra dal 31 Marzo al 13 Maggio.

 Dipingi?! Gianfranco Zappettini e l’astrazione analitica europea

Dipingi?! Gianfranco Zappettini e l’astrazione analitica europea, la più importante esposizione in questo museo che un tempo era un palazzo, ha luogo al primo e al secondo piano. Questa presenta le opere di Gianfranco Zappettini, un pittore analitico che ha sviluppato le sue idee e metodi di lavoro negli anni ’70 del ‘900 in concomitanza con altri pittori dell’ Europa e dell’America. Questi artisti, molte delle cui opere appaiono sulle pareti del Lu.C.C.A. al secondo piano, stavano sviluppando stili simili circa nello stesso periodo di tempo, anche se in luoghi diversi. Dall’ Olanda, Germania, Belgio, Francia e Italia, questi artisti miravano a semplificare la pittura. Anziché considerare la tela come un piano di pittura, essi iniziarono a focalizzarsi su un pezzo di arte come un oggetto in sé e per sé.

Zappettini, in particolare, attualizzò la sua idea la sua idea basandosi sui processi e i materiali. Egli è molto metodico nello scegliere in anticipo tutti i parametri dei dipinti: dimensione, colore, materiali, strumenti e anche gli strati da aggiungere. Inoltre, egli non usa materiali tipici dell’artista, ma opta per oggetti usati abitualmente nel settore edile: gesso, resina, polvere di quarzo, che confluiscono tutti nelle sue opere. E’ stato Gianfranco che ha introdotto la famosa “vernice bianca” nel gruppo dei pittori analitici, e ha contribuito con scritti teorici a spiegare questo movimento.

A prima vista, le opere sono molto pulite e semplici. Capire il metodo e le idee che stanno dietro a questi lavori, tuttavia, aggiunge un ulteriore livello di analisi al processo visivo.

Per Zappettini, i colori e anche i materiali possiedono un valore simbolico. I fili verticali usati nei suoi dipinti, spesso gli unici “soggetti” reali sulle superfici, rappresentano un indefinito stato dell’essere, mentre i fili orizzontali sono la variabilità. Anche il colore è caricato di significato, perciò l’artista lo usa con parsimonia e con cognizione di causa.

Arrivato al suo modo attuale di lavorare attraverso un viaggio e una ricerca della spiritualità, Zappettini continua a trasformare il significato tradizionale della “pittura” analizzandola attraverso vari e diversi approcci. Egli ha detto “ Il mio obiettivo era quello di fare un’ arte distaccata e impersonale, senza coinvolgimenti emotivi, ma con una proiezione altamente personale e spirituale. Dopo tutto, perché mai ciò che si dovrebbe rivelare giusto, non dovrebbe essere bello?”

Queste opere di semplicità analitica sono esposte accanto alle opere di quindici artisti che lavorano in stili analitici simili: Enzo Cacciola, Paolo Cotani, Noel Dolla, Ulrich Erben, Raimund Girke, Giorgio Griffa, Riccardo Guarneri, Carmengloria Morales, Claudio Olivieri, Pino Pinelli, Rudi va de Wint, Claudio Verna, Claude Viallat and Jerry Zeniuk. La mostra “Paint?!” è curata da Maurizio Vanni e Alberto Rigoni e si prolungherà fino al 27 maggio, due settimane in più dell’ esposizione di fotografia nel Lu.C.C.A. Lounge e Underground. 

Leave a Reply