Attorno all’opera: la Presentazione di Gesù al Tempio di Anton Domenico Gabbiani

by Simona Anna Vespari (Università degli Studi di Firenze)

Translated by Nona Debenham (Istituto Lorenzo de’ Medici)

Si è aperta il 28 ottobre e resterà visibile al pubblico fino al 7 gennaio 2018 una delle mostre più importanti nell’ambito degli eventi culturali promossi da Pistoia capitale della cultura, dal titolo “Attorno all’opera: La Presentazione di Gesù al Tempio  di Anton Domenico Gabbiani”.

L’esposizione, curata da Riccardo Spinelli, è allestita al terzo e ultimo piano del palazzo trecentesco che ospita il bellissimo Museo Civico della città; all’interno dell’ampio salone in cui è fortemente rappresentata la pittura del Sei e Settecento fiorentino è stato ricavato uno spazio chiuso entro il quale si è cercato di ricreare un ambiente perduto. L’intento della mostra è subito chiaro: attraverso poche opere (sono solo quattro le tavole presenti) si intende ricostruire un ciclo narrativo che andava a decorare gli altari della Basilica di Santa Maria degli Angeli a Pistoia, importante luogo per l’arte della città nel XVIII secolo che vide attivi all’interno del proprio cantiere alcuni tra i maggiori artisti fiorentini del Settecento. L’evento costituisce una grande occasione non solo per vedere riunite queste pale d’altare ma anche per poter ammirare due bellissime opere, pressoché inedite, restaurate per l’occasione ed esposte per la prima volta al pubblico. Si tratta della bellissima Nascita della Vergine del fiorentino Alessandro Gherardini e dell’Annunciazione di Benedetto Luti, entrambe rimaste di proprietà delle monache e conservate nel monastero di clausura per lungo tempo. A completare il ciclo, due opere che fanno parte della collezione museale del Civico di Pistoia: la Presentazione di Gesù al Tempio di Anton Domenico Gabbiani, che dà il titolo alla mostra, e Il riposo durante la fuga in Egitto di Jacopo del Po. Il piccolo ambiente, molto intimo, permette quindi di goderne la bellezza in maniera ravvicinata ed apprezzarne così la fattura pittorica (splendida quella del Gherardini!), ma anche di confrontare i diversi linguaggi pittorici.

Anche la scelta di allestire questa mostra all’interno del salone è vincente in quanto il visitatore è stimolato alla visione delle opere seicentesche che circondano la piccola esposizione, ricreando un percorso cronologico. Dunque, una funzione didattica molto forte.

L’anticamera della mostra prepara il visitatore: in maniera semplice, attraverso pannelli didattici, vengono ripercorse le vicende secentesche del monastero di Santa Maria degli Angeli e della sua chiesa fino ad arrivare al grande cantiere di inizio Settecento, il tutto accompagnato da riproduzioni fotografiche che rendono più chiaro al visitatore la spiegazione.

La piccola mostra è arricchita da un apparato di materiali collegati al complesso pistoiese, in prestito da Archivio di Stato di Firenze, Biblioteca Forteguerriana di Pistoia, Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze e Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, che permettono di conoscere in maniera più approfondita la storia del complesso ecclesiastico e delle opere stesse: si tratta, ad esempio, di alcuni studi preparatori come quello della Presentazione di Gesù al Tempio di Gabbiani, molto interessante da vedere esposto vicino al dipinto. La fortuna critica del Gabbiani è rappresentata da un libro in cui compare la Vita dell’artista, scritta dal suo discepolo Ignazio Enrico Hugford esposto in una teca insieme ad un’incisione che riproduce la sua Presentazione al Tempio, mentre in un’altra teca sono esposti vari pagamenti effettuati sia al Gabbiani che a Benedetto Luti. Infine, sulla parete, a fianco ad uno studio preparatorio del Gherardini, si trova un’incisione di Cornelis Cort raffigurante il Riposo durante la Fuga in Egitto, dimostrazione della fortuna iconografica dell’opera di Federico Barocci utilizzata come modello anche da Jacopo del Po.

L’evento risulta importante per il suo forte legame con il territorio: oltre alla ricostruzione di un contesto è stata l’occasione per riscoprire un periodo artistico, grazie all’apertura di alcuni ambienti non sempre accessibili, occasione di approfondimento sulle arti figurative a Pistoia nel Settecento.

Museo Civico di Pistoia 28 ottobre 2017 – 7 gennaio 2018

 

Attorno all’opera: la Presentazione di Gesù al Tempio di Anton Domenico Gabbiani

Translated by Nona Debenham (Istituto Lorenzo de’ Medici)

Opening on October 28, “Around the work: The Presentation of Jesus at the Temple of Anton Domenico Gabbiani ” will remain visible to the public until January 7, 2018, as one of the most important exhibitions in the cultural events promoted by Pistoia Capital of Culture.

The exhibition, curated by Riccardo Spinelli, located in the fourteenth-century building that houses the beautiful Civic Museum of the city, occupies the third and last floor. Within the large hall, which holds a large collection of seventeenth and eighteenth-century Florentine painting a closed space was created in attempt to recreate a lost environment. The intent of the exhibition is immediately clear, although there are only four panels present. The display reconstructs a narrative cycle that decorated the altars of the Basilica of Santa Maria degli Angeli in Pistoia. The basilica was an important place for the art of the city in the eighteenth century and saw some of the greatest Florentine artists of the eighteenth century active inside the church. The event is a great opportunity not only to see these altarpieces combined but also to admire two beautiful works, little known and restored for the occasion and exhibited for the first time to the public; the beautiful Birth of the Virgin by the Florentine Alessandro Gherardini and the Annunciation by Benedetto Luti, both of which belonged to the nuns and were kept in the monastery for a long time. To complete the cycle, are two works from the collection of the Civic of Pistoia: the Presentation of Jesus at the Temple of Anton by Domenico Gabbiani, which gives the title to the exhibition, and Rest during the flight to Egypt by Jacopo del Po. The Gallery space is small and very intimate; therefore it not only allows you to enjoy the beauty up close and really appreciate the pictorial workmanship (especially that of Gherardini!) but also to compare the different pictorial languages. The choice to set up this exhibition inside the salon is a success because the visitor is stimulated by the vision of the seventeenth-century works that surround the small exhibition, recreating a chronological path. It creates a very strong teaching function.

The antechamber of the exhibition prepares the visitor: in a simple way, through educational panels, the seventeenth-century events of the monastery of Santa Maria degli Angeli and of the church are traced to the large eighteenth-century construction site, all accompanied by photographic reproductions that make the explanation clearer to the visitor.

The small exhibition is enriched by materials connected to the Pistoia complex, on loan from the Florence State Archives, the Forteguerriana Library of Pistoia, the Central National Library of Florence and the Uffizi Gallery of Drawings and Prints, which allow a greater depth the history of the ecclesiastical complex and of the works themselves: these are, for example, some preparatory studies such as that of the Presentation of Jesus at the Temple of Gabbiani, very interesting to see exposed near the painting. The critical fortune of the Gabbiani is represented by a book in which appears the Life of the artist, written by his disciple Ignazio Enrico Hugford exposed in a case with an engraving that reproduces his Presentation in the Temple, while in another case they are various payments were made to both Gabbiani and Benedetto Luti. Finally, on the wall, next to a preparatory study by Gherardini, there is an engraving by Cornelis Cort depicting the Rest during the Fugue in Egypt, demonstration of the iconographic fortune of the work of Federico Barocci used as a model also by Jacopo del Po.

The event is important for its strong link with the territory: in addition to the reconstruction of a context, it was an opportunity to rediscover an artistic period, thanks to the opening of some environments not always accessible, an opportunity to study the visual arts in Pistoia in the eighteenth century.

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